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11° tappa - Km. 128

SARAJEVO - MOSTAR


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MAPPA POLITICA - MAPPA FISICA



Dalla moschea di Alì Pasha, punto di passaggio quasi obbligato anche se si è dormito in centro a Sarajevo, andare in direzione opposta a quest'ulimo (verso ovest) e in meno di 1 chilometro si raggiunge l’Holiday Inn e quello che, durante la guerra balcanica, veniva chiamato il “viale dei cecchini”. Il traffico è intenso e procedere sui larghi marciapiedi forse conviene. Al km 8,5 consiglierei di seguire le indicazioni per Ilidza (se proseguite, come ho fatto, seguendo le indicazioni per Mostar, al km 9 tenere la SX facendo attenzione a non andare in autostrada!). Al km 10,3, poco prima di incrociare il fiume Bosna, indicazione per il campeggio di Sarajevo. Al km 13, autostrada e E73 si congiungono dando vita ad una superstrada, per fortuna, di soli 2 chilometri (ma sicuramente in futuro saranno di più), per tornare poi all'aspetto iniziale di statale. Segue un tratto pianeggiante fino al km 25, poi la strada prosegue con una pendenza al 3-4% molto pedalabile. Al km 30 segue la discesa fino a Tarcin. Al km 38 circa, inizia invece una salita al 7% che porta a valicare al km 41; segue quindi una galleria illuminata di 650 metri in leggera discesa con marciapiede, seppur piccolo. Sempre in discesa si passa dapprima al km 45,5 per Bradina, poi al km 47 per una galleria non illuminata di 200 metri, e infine, con una pendenza massima del 9%, si piomba su Podorasac (km 51). Bei paesaggi. La strada prosegue quindi in favorevole dislivello raggiungendo al km 58 Konjic (se passate per il centro vedrete il nuovo ponte in stile ottomano, in costruzione nel 2007). In sostanziale pianura procede poi la tappa nel tratto che fianchegggia il lago artificiale di Jablanicko (al km 62,5 un campeggio). Al km 65 galleria di 200 metri non illuminata, ma con marciapiede. Dal km 71 al km 73 facile salita al 4%. Al km 74 galleria di 550 metri in leggera discesa, illuminata e con ampio marciapiede. Altre 3 gallerie dal km 75, tutte però bypassabili facendo la vecchia strada. Non evitabile invece quella al km 78 di 800 metri, illuminata, in discesa e con ampio marciapiede. Segue quindi la discesa a Jablanica che si raggiunge al km 80 (bel panorama dal ponte stradale sulla sottostante Neretva e sui resti di quel che rimane del ponte ferroviario fatto saltare dai partigiani titini durante il 2° conflitto). Al km 81 il museo della guerra (consiglio la visita), che ripercorre la storia della Jugoslavia dalla seconda guerra ad oggi. La strada prosegue poi nei due chilometri successivi guadagnando un po' quota, poi la discesa (spettacolare in questo punto la valle che si restringe con a fianco il bacino artificiale). Al km 91 presso la diga la strada diventa pianeggiante, seguono alcuni avvallamenti e quindi un favorevole falsopiano in leggera discesa. Alcune gallerie da superare lungo questo tratto, di cui la più lunga di 800 metri (illuminata) al km 111,5 (comunque tutte con marciapiede). La strada in questo tratto è molto paesaggistica. Giunti in prossimità di Mostar seguire le indicazioni per il centro, al secondo semaforo obbligo di svolta a DX e da qui, imboccando la 1° traversa a SX, troverete già su una casa le indicazioni in inglese per l’ "Old Bridge" (km 127). La via diventa presto ciotolata e al km 128 porta allo Stari Most (Old Bridge), lo storico ponte ottomano, ora ricostruito, fatto saltare dai croati nel novembre 1993. Attraversate dunque il ponte, spingendo la bici, passando dalla sponda est, musulmana, a quella ovest, croata, dove abbondano gli affittacamere a 15 € o affittaletti a 10 €. Il primo si trova 150 metri dopo il vecchio ponte, dal nome Oscar. Se non trovate posto, proseguite andando a SX alla prima strada (è un senso vietato) e percorretela per alcune centinaia di metri. Troverete diversi “sobe” tra cui la Pension Vila Ossa dove ho alloggiato: 15 € una camera con bagno.


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