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Primo giorno:
Chamonix - Aiguille du Midi - Rifugio Cosmiques
Dal centro di Chamonix (1.030 m.) è necessario (come farne a meno! ) prendere
la funivia dell'Aiguille du Midi. Il biglietto A/R costa 196 franchi (circa
60.000 lire) e porta dapprima alla stazione intermedia del Plan de l'Aiguille
(2.317 m. - 3° VIA) e successivamente
all'Aiguille du Midi (3.842 m). Questo luogo è meta ogni giorno di migliaia
di persone, tra alpinisti (la minoranza) e turisti (i giapponesi da soli sono
una esagerazione!). Per fortuna questi ultimi si fermano alle terrazze panoramiche.
E' possibile prenotare anticipatamente l'orario della corsa della funivia
che si prenderà telefonando al : 08 36 68 00 67.
Una volta lasciata la teleferica si attraversa una galleria artificiale e
si arriva sulla Cresta Est. Oltrepassate le transenne che delimitano
la zona turistica, mettersi subito i ramponi per affrontare la discesa di
300 metri di dislivello che con un giro a semicerchio porterà al vallone sottostante.
All'inizio la cresta è stretta ed esposta (fare attenzione!). Dopo poco la
si lascia puntando in direzione del Maudit (sud). Si passano alcuni crepacci
(generalmente pieni di neve) e passando ai piedi
dell' Aiguille du Midi si percorre un vasto pianoro. A questo punto è già
visibile il Rif. Cosmiques. Per raggiungerlo bisogna solo affrontare un modesto
colle. Tempo necessario dalla funivia al rifugio: 30/45 minuti.
cartina
Rifugio Cosmiques 3.613m - privato - 120 posti - prenotazione obbligatoria
0033 50544016 -
1/2 pensione 250 FF (75.000 lire).
Resto della giornata dedicato a scuola di ghiaccio e acclimatamento.
Giorno soleggiato e caldo.
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secondo giorno:
Rifugio Cosmiques - ascesa alla vetta - Chamonix
Sveglia ore 00:45 - colazione ore 1:00 - partenza ore 2:00
Una volta vestiti e attrezzati con imbrago, corda, frontale, piccozza e ramponi
si parte portandosi nuovamente nel vallone sottostante (breve dislivello)
e si inizia quella che viene chiamata la "normale del Tacul". In breve
si formerà una suggestiva fila indiana di alpinisti con la frontale accesa
diretti alla vetta, simile ad un presepe vivente.
Schematizzando al massimo la salita, per raggiungere la vetta bisogna superare
3 "gradini" .
Il primo porta alla Spalla del Tacul (4.100 m); il secondo porta al
Col du Maudit (4.345 m), seguito da una zona in leggera discesa fino
al Col della Brenva (4.303 m); e poi l'ultimo dislivello che porta
fino ai 4.807 della vetta. cartina
La partenza così "mattiniera" fa sì che i primi 2 gradini vengano affrontati
ancora con il buio. La seguente descrizione sarà così meglio comprensibile
solo al ritorno con la luce.
Ritornando alla "normale del Tacul", si sale per larghi pendii, sempre
molto camminabili, superando grandi crepacci coperti di neve fino a raggiungere
l'ampia cresta nevosa della "Spalla del Tacul" (4.100 m)
cartina. Da qui inizia la cosiddetta "normale del Maudit" che scende
a mezzacosta fino alla ampia "Sella del Col Maudit" (4.035)
cartina. Si punta ora verso destra (ovest) e si passa (velocemente) una
zona di seracchi e riprendendo quota si arriva ad una crepaccia terminale
di grosse dimensioni. Da qui inizia il punto più difficile dell'ascesa: un
rapidissimo pendio di alcune decine di metri di dislivello che porta al "Col
du Mont Maudit" (4.345 - 3 ore) cartina. Non
per nulla "maudit" in francese significa: maledetto! Questo pezzo sarebbe
consigliabile affrontarlo assicurati dall'alto o potendo con 2 piccozze. Qui
si trova anche un paletto per assicurarsi in corda doppia una volta di ritorno.
(AGGIORNAMENTO:
mi viene riferito da più parti che gli stravolgimenti climatici degli
ultimi anni hanno fortemente mutato il tratto in questione aumentando notevolmente
il dislivello da farsi in sicura).
E' a questo punto che molta gente abbandona. Infatti la quota comincia a farsi
sentire (4.345 m.) e la vista dell'ultimo balzo ancora tutto da affrontare...può
far dire basta.
Si lascia la "normale del Maudit" e perdendo quota si arriva al "Col
Brenva" (4.303 m) cartina. E' qui che in caso
di soccorso atterra l'elicottero. Si affronta adesso il faticoso pendio del
"Mur de la Côte" cartina, si prosegue
passando prossimi ad affioramenti rocciosi a quota 4.577 m. (è qui che purtroppo
Vincenzo ha detto: basta!) e senza altre difficoltà si guadagna la cima in
circa un'altra mezz'ora (4.807 m. - 5,30 ore complessive). Ore 7:30 in vetta!
Abbracci e foto ricordo. La seconda cordata con Anna, Filippo e Andrea giungerà
circa dopo 30 minuti. Ritorno per la stessa via.
Ore 12:30 nuovamente al Rif. Cosmiques. Ore 14.00 alla funivia dopo aver affrontato
gli ultimi 300 metri di dislivello, questa volta in salita, che separano il
pianoro glaciale dagli impianti della teleferica. Credetemi non sono da sottovalutare
come stanchezza!!!
Tempo bello. Spruzzata di neve nella notte intorno alla 1:00. Nel tardo pomeriggio,
una volta tornati a Chamonix, temporale estivo
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Necessaria tutta l'attrezzatura da alpinismo: corda, imbrago, piccozza,
ramponi, chiodi da ghiaccio, frontale, ottimo vestiario.
Valida alternativa al rifugio (per contenere le spese) considerando la breve
distanza dalla funivia, è rappresentata dalla possibilità di campeggiare nel
pianoro antistante il rifugio Cosmiques. Numerose sono le tende ed è facile
trovare piazzole già preparate con tanto di muretti di neve antivento. Necessaria
un'ottima tenda, un buon sacco a pelo e il kit per cucinare.
Per quanto riguarda l'acqua, potrete procurarvela sciogliendo direttamente
la neve. Inutile (visto il contesto) la potabilizzazione.
Nel rifugio è praticamente impossibile riuscire a dormire; un po' per la quota
(Luigi ha dovuto terminare qui l'ascesa), per il continuo viavai e per l'ora
della sveglia.
L'ascesa alla vetta non è tecnicamente difficile, ma non è un semplice trek.
Meglio affrontarla con una guida, soprattutto se si è alle prime armi.
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